08/01/2009 - Ci sono 17 utenti collegati.
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LE MACINAIE INCOMING

9) La Toscana Segreta degli antichi mestieri


Viaggio attraverso l’arte degli artigiani che lavorano sul vulcano

 

La lavorazione delle castagne

Con questo tour studiato sulla lunghezza dei 7 giorni, vogliamo portare gli ospiti ad entrare in contatto con un aspetto ancora non conosciuto del nostro territorio. “Gli Antichi Mestieri”. L’arte di uomini che ancora lavorano usando tecniche antiche tramandate nei tempi.E’ il grande bosco dell’Amiata, la più grande faggeta d’Europa che ha sempre fornito il legname per costruzioni di grande pregio a dare vita alla più importante attività artigiana. Oggi, anche se il mercato non richiede più mobili realizzati con legni pesanti e pregiati, i nostri maestri si distinguono nel restauro di mobili antichi e nella creazione di opere davvero uniche. I fiori sono un altro aspetto importante dell’artigianato. Un territorio ricco di una flora particolare come l’Amiata non poteva non distinguersi sotto questo punto di vista. Qui la fanno da padroni le orchidee spontanee che in così grande quantità possiamo trovare sul nostro territorio. In particolare alcuni floricultori si distinguono nell’allevamento, nell’essiccamento e nella successiva realizzazione di stupende composizioni. Grande anche la trazione che ha sul nostro territorio la lavorazione dei metalli. Fin dall’epoca medioevale si producevano utensili di alta qualità. Oggi grazie alla passione dell’ultimo discendente di una delle più importanti famiglie di fabbri toscani è possibile assistere ancora a quelle lavorazioni e comprenderne il pregio e la ricchezza. Ancora, la lavorazione al telaio, stoffe profumate e preziose realizzate con macchine di origine medioevale.

Giorno 1 - Arrivo

Il primo giorno gli ospiti arriveranno all’aeroporto, in serata. Un nostro accompagnatore in lingua Tedesca sarà ad accoglierli. Dopo il benvenuto si dirigeranno immediatamente all’albergo con il nostro pullman.

Qui la cena poi un momento di relax.

Giorno 2 - Il Legno e i fiori dell’Amiata arti a confronto.

La colazione, sarà servita alle ore 9.00, poi la partenza per Saragiolo uno dei più piccoli paesi della zona. Qui troviamo Raffaello un artigiano che si preoccupa della restaurazione degli antichi mobili che gli abitanti del territorio conservano nelle case. Le vecchie madie, i tavoli e le sedie. Il profumo del legno e le mani sapienti che si muovono accarezzando quelle forme sinuose. Raffaello ci intratterrà con la sua arte sapiente e con quel simpatico parlare caratteristico della gente di Toscana. Poi ecco poco distante aprire le porte del suo negozio Alderina. E’ un artigiana che unisce all’amore per i fiori l’arte sopraffina del loro essiccamento e della realizzazione di bellissime composizioni. Dalla serra dove i fiori vengono allevati al negozio dove vengo essiccati. Nella sua attività Alderina ha raccolto numerosi premi di cui adesso va giustamente orgogliosa. La visita successiva sarà a Santa Fiora la perla del Monte Amiata, un centro medioevale affascinante. Di particolare interesse: la Pieve delle Sante Fiora e Lucilla con le splendide ceramiche dei Della Robbia, la chiesa della Madonna delle Nevi, appena restaurata con il pavimento in cristallo sotto il quale possiamo scorgere la sorgente del fiume Fiora, l’antico parco della Peschiera, voluto dai Conti Sforza. Suggestiva è anche la visita alle sorgenti del fiume Fiora che si raggiungono percorrendo una galleria di quasi 1 km nel cuore della Montagna. Da queste sorgenti che dissetano tutta la provincia di Grosseto escono 54 milioni di litri di acqua al secondo. E’ veramente spettacolare. Il pranzo sarà al ristorante Il Ghiottone. Cucina casereccia e ospitalità. Nel pomeriggio abbiamo una visita di grandissimo interesse. Sull’Amiata esiste infatti una delle comunità tibetane più importanti d’Europa fondata sugli insegnamenti dello Dzog Chen. Il centro di Merigar. Vedremo il “Gompa”, il monastero. Da qui si procede per il Parco Faunistico del Monte Amiata, una delle realtà ambientali più importanti della Toscana. Incamminandoci per una passeggiata lungo i sentieri, possiamo incontrare branchi di caprioli, mufloni, daini fin anche i lupi che si trovano in una zona delimitata del parco. Molto belle le numerose specie di uccelli che qui nidificano tra cui l’Albanella e lo splendido Capovaccaio, un rapace di grandi dimensioni. Ma il re incontrastato del parco è il Miccio Amiatino, una delle due varietà di asino presenti in Italia che dopo una minaccia di estinzione grazie al lavoro degli uomini del parco è tornata a prolificare. La visita ci prenderà tutto il pomeriggio e alle ore 18.30 saremo di rientro in albergo. Dopo un momento di riposo avremo la cena con i piatti tipici della zona.

Giorno 3 - Siena

E’ il giorno della visita a Siena, una delle più belle cittadine Toscane. Una guida professionista ci accompagnerà per un tour attraverso le antiche vie fino alla famosissima Piazza del Campo e al Duomo. Pranzo in un ristorante caratteristico. Nel pomeriggio avremo moltissimo tempo per lo shopping. Il rientro in albergo è previsto per la sera attorno alle ore 18.00. Dopo unabuona cena un momento di relax.

Giorno 4 - Il Fabbro e l’arte del ferro nella terra dell’Abbazia

E’ la volta di visitare Abbadia San Salvatore. Dopo una breve passeggiata nel borgo storico è la volta dell’Abbazia di San Salvatore. E’ da qui che, grazie ai frati benedettini, nel 750prende avvio lo sviluppo del territorio Amiatino. L’Abbazia rappresenta un momento di fondamentale importanza nella nostra storia. La maggior parte degli insediamenti qui presenti sono infatti dovuti ai monaci. Vi troviamo i dipinti di Francesco Nasini un pittore Amiatino molto famoso ela bellissima cripta del VIII secolo. Subito dopo ecco l’incontro con Fabio. La sua arteè quella dell’ultimo discendente di una famiglia di fabbri che qui opera dal medio evo. Lavorazioni antichissime per la produzione di oggetti di rara bellezza. Osservare il soffiare del mantice e la nascita di una spada è un esperienza indimenticabile. La visita successiva è al museo della miniera. Il Monte Amiata tra la fine dell’800 e la fine del 900 è stato un centro minerario di grande importanza a livello mondiale. Nelle varie miniere della zona lavoravano migliaia di persone ed era attorno alle miniere che ruotava tutta l’attività sociale politica ed economica di questo territorio. Un minatore ci racconterà quest’epoca di splendore ma anche di sofferenze e lacrime che ha rappresenta un momento fondamentale della nostra storia, ripercorrendo quello che era il lavoro nelle gallerie.Dopo la visita al museo pranzeremo in un ristorante tipico.Poi nel pomeriggio le terme. Il Monte Amiata, antico vulcano spento, da origine a numerose sorgenti di acque calde. Una delle più interessanti è senz’altro San Filippo. Conosciuto fin dall’epoca romana, oggi si presenta con una piscina termale in cui l’acqua sulfurea vi arriva attraverso una cascata. Questa esce dalla sorgente a ben 52° e prima di essere immessa nella piscina, viene lasciata a riposare in delle vasche di raffreddamento. Anche così l’acqua a comunque quasi 40°. Immerso nel cuore della campagna è senz’altro un luogo che lascia il segno. Mille ruscelli d’acqua fumante si inseguono lungo il ripido pendio fino a raggiungere il torrente di Fosso Bianco. Al rientro in albergo segue la cena.

 

Giorno 5 - L’arte del telaio nella terra degliEtruschi

E’ il giorno degli Etruschi, forse i più antichi abitanti della nostra penisola. Partenza in direzione di Selvena. Qui il primo incontro con una delle più spettacolari costruzioni medioevali del territorio, “Rocca Silvana” quello che fu il centro di raccolta del grano della famiglia Aldobrandeschi durante il basso medioevo. La visita successiva è quella del borgo di Sorano “La città di Tufo”della fortezza Orsini e del Masso Leopoldino. Segue Pitigliano, famoso non solo per la storia etrusca, ma anche per il suo fresco ed eccellente vino bianco. La visita di palazzo Orsini è assolutamente suggestiva. Dopo il pranzo l’ultima tappa della giornata è quella di Sovana. Qui conosceremo un artigiano che ripropone l’antica arte della tessitura con antichi telai medioevali. Ci mostrerà come ancora oggi riesce a realizzare tessuti di grande raffinatezza. Splendido il borgo di origine etrusca. Rientro in albergo e cena.

 

Giorno 6 - L’arte del legno nella terra dell’Olio

La visita odierna è quella alborgo medioevale di Seggiano. Caratteristico, abbarbicato su un pendio avvolto dagli oliveti, è uno dei più antichi insediamenti del territorio. Poco distante abbiamo la nostra seconda visita. L’azienda olivicola di un prestigioso produttore, Daniela Nicoletti. Lei stessa ci guiderà nella visita all’oliveto al bellissimo podere, restaurato con il massimo rispetto dello stile toscano, oltre che ovviamente, nella degustazione del suo olio. Una curiosità sono i saponi che lei produce a base di olio di oliva. Ci spiegherà con cura come vengono realizzati. Qui è il regno dell’oliva o meglio della particolare varietà “Cultivar” Olivastra Seggianese. Adesso ci attende il castello di Potentino dove arriveremo con una passeggiatadi circa 500 mt. Il castello è adesso di proprietà dalla famiglia inglese Green. Charlotte, nipote del famoso scrittore inglese Graham Green, ci condurrà nella sua visita. Il castello fondato nel X secolo è stato sede di famiglie importanti ed ha ospitato anche Santa Caterina da Siena. Gli attuali proprietari, che lo hanno acquistato e restaurato recentemente, producono olio di oliva e vino di alta qualità. Poco distante Castel del Piano, dove conosceremo il maestro. Così è chiamato da chi lo conosce. La sua abilità nella lavorazione del castagno e dell’olivo è conosciuta in tutta la montagna e non si può rimanere colpiti dalle sue realizzazioni. Il gruppo avrà l’opportunità di dare il tema di un opera che poi Silvio, così si chiama, realizzerà in pochi minuti davanti ai loro occhi. Il pranzo sarà in un ristorante che si affaccia sull’antica piazza del paese. La fame che inizierà a farsi sentire ci condurrà adesso a Castel del Piano dove pranzeremo in ristorante tipico proprio sulla vecchia piazza del paese. Ancora qualche chilometro ed arriviamo ad Arcidosso. Qui la visita delfrantoio Camarri, una delle poche aziende che ancora producono olio col metodo tradizionale di spremitura a freddo con le grandi ruote di pietra lavica e pressatura. Assaggeremo due diverse tipologie di oli, uno prodotto con sola Olivastra, la varietà tipica del territorio e un altro un mix di più varietà. Ancora un momento per far visita a Barbara e vedere la sua abilità nella produzione delleceramiche e poi rientriamo in albergo per la cena.

Giorno 7 - Come si viveva

La giornata odierna la dedichiamo alla cultura contadina del secolo passato. La prima visita nell’antico borgo di Monticcello Amiata è alla casa museo. In questo luogo si è cercato di ricostruire la vita di quell’epoca. La camera con i grandi letti, la culla, il focolare, e la grande ricchezza di oggetti come vasi, scarpe, filatoi, ombrelli, panieri. Non si può venire in Toscana senza andare a scoprire uno dei suoi grandi vini. Il Monte Amiata è terra del Montecucco Doc. Vino di grande struttura sta iniziando a raccogliere molti riconoscimenti.Visiteremo l’azienda di Perazzeta un “grande piccolo” con la stupenda bottaia del 1400. Poi il museo del vino prima di recarci a pranzo in un ristorante tipico, l’Antica Osteria del Grottaione, con una favolosa terrazza che domina la Val D’Orcia. Oggi rientriamo in albergo un po’ prima per preparci al ritorno di domani. Seguirà la cena.

Giorno 8 - Partenza

Colazione e quindi partenza per l’aeroporto per il rientro.